QUELL’INVESTIMENTO DI SOROS DI 500 MILIONI DI DOLLARI PER FAVORIRE I MIGRANTI…

Investimenti per 500 milioni di dollari in start-up, imprese già avviate e iniziative sociali che aiutino i migranti.

È questa l’ultima iniziativa del miliardario statunitense di origini ungheresi, George Soros, che risponde in questo modo all’appello del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che aveva chiesto a leader politici e imprenditori, di fare di più per affrontare la crisi migratoria.

“Ho deciso di destinare 500 milioni per investimenti che rispondano alle esigenze di migranti, rifugiati e comunità ospitanti”, annuncia il milionario ottantaseienne dalle pagine del Wall Street Journal, “voglio investire in start-up, aziende già create, iniziative sociali e attività fondate dagli stessi migranti e rifugiati”.

La “principale preoccupazione” di Soros, scrive il magnate stesso sulle colonne del quotidiano americano, è “aiutare le persone che arrivano in Europa”. Ed è quindi in Europa che si concentreranno gli investimenti di Soros in favore dei migranti.

Solo successivamente, scrive il magnate, “verranno presi in considerazione buoni progetti di investimenti che potranno favorire migranti in tutto il mondo”.

L’iniziativa privata, quindi, secondo Soros, può dare un contributo, laddove si è manifestata una “incapacità collettiva” nel trovare una soluzione politica alla crisi migratoria.

Gli investimenti a favore dei migranti, rivolti inizialmente a progetti in Europa, saranno effettuati dall’organizzazione non-profit di Soros, e i profitti utilizzati per finanziare programmi della Open Society Foundation. Fondazione, quest’ultima, recentemente al centro di uno scandalo che ha messo in luce i suoi obiettivi, non sempre “legittimi”.

Gli hacker del sito DC Leaks, poche settimane fa, avevano divulgato il contenuto di migliaia di mail in cui si evidenziava il coinvolgimento della Open Society nel tentativo di destabilizzare aree particolari, come la Russia, il Caucaso settentrionale, e addirittura nel tentativo di “indirizzare le elezioni europee”, proprio attraverso i finanziamenti di ogni progetto che andasse a sostegno degli obiettivi della fondazione.

Anche in Italia, secondo le mail diffuse da DC Leaks, la Open Society avrebbe “investito” parecchio, in questo caso per orientare il dibattito politico in favore dei temi pro-LGBT.

L’ultimo grande investimento di Soros, sempre secondo le mail hackerate, sarebbero gli 8 milioni di dollari devoluti alla campagna elettorale di Hillary Clinton.

Ora, per il magnate, o l’oligarca, come lo chiamano, è arrivato il momento di cambiare business. E passare a quello dei migranti.

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