E LA PINOTTI SPOSA DUE DONNE: “UNIONI CIVILI ANCHE IN AMBITO MILITARE”

“È un giorno speciale per Elisabetta e Pamela, che oggi hanno coronato il proprio sogno d’amore a Palazzo Tursi, a Genova.

Celebrare in prima persona la loro unione è stata un’emozione unica”.

Lo scrive in un post sul suo profilo Facebook il ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ha celebrato l’unione civile tra le due donne a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova.

Un’emozione, scrive ancora il ministro “perché è avvenuto nella mia città, perché da troppi anni le coppie omosessuali aspettavano diritti sacrosanti e perché, come membro del governo, sento di aver davvero contribuito alla felicità di due cittadine.

Ad Elisabetta e Pamela, e a tutte le coppie che in questi mesi hanno finalmente potuto unirsi civilmente, vanno i miei più affettuosi auguri”.

“Questa legge ha valenza per tutti gli ambienti e, certamente, anche per quelli militari dove in Italia non ci sono mai state limitazioni ed è giusto specificarlo”.

Così, dopo aver celebrato l’unione civile tra due donne a Genova, il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha commentato la lettera del presidente dell’Associazione Polis Aperta, Simonetta Moro, che aveva ringraziato le due ragazze a nome di tutti i rappresentanti delle forze armate e delle forze di polizia Lgbt, ricordando come ci sia ancora molto lavoro da fare sia nella società civile che in quella militare per quanto riguarda i pregiudizi.

“È vero che, come in ogni ambiente, anche in quello militare ci possono essere discriminazioni.

Penso di aver fatto un pezzo di questo percorso anche io perché dieci anni fa, quando ero presidente della commissione Difesa, l’associazione Polis Aperta mi aveva ricordato come ci fosse una norma nel regolamento per l’arruolamento che parlava di disturbi della sessualità che poteva essere interpretata in modo ambiguo.

Dieci anni fa questa frase era stata tolta e, adesso, è il momento di dire a tutti i militari che hanno la volontà di unirsi con chi amano che non ci sono preclusioni”.

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